bibite zuccherate

Bibite zuccherate: favoriscono obesità, diabete e caduta dei denti

Finalmente sulle bevande zuccherate verranno riportati messaggi di allarme simili a quelli delle sigarette!!

Il Senato Californiano ha appena approvato l’obbligo di scrivere sui contenitori (bottiglie, lattine eccetera) e sui distributori automatici di bibite zuccherate, che queste possono favorire l’obesità, il diabete di tipo 2 e la carie. La mancata attuazione della legge prevede una multa da 50 a 500 dollari. La legge dovrà ora passare il vaglio della seconda camera, l’Assemblea, e in seguito essere firmata dal governatore ma è sicuramente un grande cambiamento quello che sta portando avanti lo stato americano che, primo fra tutti, nel 2005 ha vietato la vendita di bevande dolci e di junk food nelle scuole pubbliche!

Grazie a questa legge si vogliono anche seppellire definitivamente le ragioni di chi sostiene che le cosiddette sodas – le bibite gasate e zuccherate – non abbiano alcun ruolo nell’epidemia di obesità che ha investito gli Stati Uniti e tutti i paesi più ricchi, e che si fa molta fatica a contrastare. L’anno scorso la proposta di tassare le sodas non era passata, ma adesso la sensibilità dell’opinione pubblica – e con essa quella dei politici locali – potrebbe essere diversa. In questo contesto da tempo tutti i produttori di bibite zuccherate hanno adottato una strategia di sviluppo di bibite non zuccherate, dolcificate con edulcoranti artificiali a bassissimo impatto calorico oppure con dolcificanti naturali (come la Stevia) con potere dolcificante notevolmente superiore allo zucchero e quindi con la possibilità di ridurre drasticamente le quantità impiegate nelle bibite.

In Italia la situazione non è grave come negli Stati Uniti, ma sta diventando preoccupante. Il consumo è infatti in costante aumento, soprattutto per quanto riguarda i bambini e i giovani. Nel 2008, uno studio promosso da “Okkio alla salute” ha evidenziato che il 41% dei bambini italiani assumeva bibite zuccherate e/o gassate almeno una volta al giorno con percentuali diverse nelle regioni italiane. Nel 2010 si è passati al 48%. In una giornata media, secondo le dichiarazioni delle madri, riferendosi esclusivamente ai consumi abituali fuori pasto ovvero la colazione, la merenda del mattino, quella del pomeriggio ed eventuale spuntino dopocena (ma non include i pasti, cioè il pranzo e la cena), il 41% dei bambini fra i 2 e i 12 anni consuma almeno una bevanda zuccherata. All’interno di queste prevalgono succhi di frutta (31%) e tè (12%), mentre le bevande gassate sono in minoranza (6%).

Non dimentichiamoci che le bevande gassate contengono quantità importanti di calorie e zuccheri, non ci dissetano ma CI ALIMENTANO!!!

Autore Dott.ssa Alessandra Esposito

Biologa Nutrizionista, esperta in nutrizione umana e culinary nutrition.

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