Nutrizione preconcezionale

Nutrizione preconcezionale

Care mamme o future mamme,
come ho scritto nel mio post introduttivo, la rubrica tratterà anche il legame tra alimentazione della mamma in epoca pre-concezionale e durante la gravidanza e la salute del bambino.

Un’alimentazione adeguata è fondamentale per la salute e la funzione riproduttiva delle donne in età fertile. Lo stato nutrizionale prima della gravidanza ha infatti una profonda influenza sulla salute materna generale, sul potenziale di riproduzione e sull’esito della gravidanza, aspetti che possono determinare conseguenze a lungo termine sulla salute sia della madre che del piccolo.
In primis un eccesso o una mancanza di grasso corporeo può influire sulla fertilità, inibendo la normale ovulazione. Quindi, un consumo adeguato ed equilibrato di micronutrienti è necessario per favorire la fecondazione, l’implementazione e lo sviluppo placentare ed embrionale, inclusa l’organogenesi del bambino.
Il peso e l’indice di massa corporea pre-concezionali sono elementi determinanti per l’incremento di peso gestazionale. Le donne sovrappeso o obese corrono un maggior rischio di complicazioni rispetto a donne di peso normale. Queste complicazioni comprendono: ridotta tolleranza al glucosio e diabete gestazionale, pressione alta, aborto spontaneo, nascita prematura e preeclampsia (gestosi).

E’ necessario quindi adottare un approccio che consideri tutte le fasi della vita e riconoscere l’importanza di una nutrizione ottimale per le donne, ancora prima che esse inizino una gravidanza. Questi interventi dovrebbero focalizzarsi sull’adeguata nutrizione delle ragazze proprio nel corso della loro vita riproduttiva.
I micronutrienti più importanti nel periodo pre e peri-concezionale includono: acido folico, vitamina D, B6 e B12, ferro, zinco, rame e calcio. Tra le funzioni principali di suddetti nutrienti vi sono biosintesi del DNA, divisione cellulare, metabolismo degli aminoacidi e dei lipidi, produzione di enzimi, biosintesi dei neurotrasmettitori e difesa dai radicali liberi.

Calcio e Vitamina D
Se prima della gravidanza la madre presenta stati carenziali che coinvolgano le ossa o non segue una dieta abbastanza ricca di calcio, le sue ossa rischiano di degradarsi per la gravidanza e l’allattamento. In fase di counselling precocezionale  è dunque importantissimo valutare l’assunzione di calcio della donna. L’indice di massa corporea pre-gravidanza è inversamente associato alle concentrazioni sieriche di vitamina D durante la gravidanza. Le donne obese (IMC >30) hanno un maggiore rischio di carenza di vitamina D rispetto alle donne normopeso. I livelli sierici di vitamina D del cordone ombelicale di bambini nati da donne obese sono più bassi rispetto a quelli di bambini nati da donne non obese. Il National Institute for Clinical Excellence in Gran Bretagna, incaricato nel 2008 di fornire informazioni e indicazioni per il miglioramento della salute e dell’assistenza sanitaria in Gran Bretagna, ha suggerito alle donne con un IMC > 30 di assumere quotidianamente 15μg (LARN 2014) di vitamina D durante la gravidanza e l’allattamento. 

Ferro
L’anemia e la carenza di ferro sono associate a una scarsa capacità fisica e a una maggiore suscettibilità alle infezioni. È preferibile correggere la carenza di ferro e l’anemia già in fase pre-concezionale poiché per normalizzare i livelli di ferro, è necessario assumerne dosi che producono spesso spiacevoli effetti collaterali a livello gastrointestinale potenzialmente aggravati in gravidanza.  Inoltre, la carenza di ferro in gravidanza si associa a riduzione del peso alla nascita ed a potenziali effetti sullo sviluppo neuro-comportamentale del bambino. 

Iodio e Acido Folico
Un buon livello di iodio è importante per la fecondazione e il concepimento, poiché è elemento indispensabile per la produzione di ormoni tiroidei. Carenze di iodio e di acido folico, tre mesi prima e dopo il concepimento, sono associate a una maggiore probabilità di malformazioni e ritardo mentale. Ogni anno, nel mondo, si sviluppano difetti del tubo neurale in circa 300.000 gravidanze. Un’adeguata assunzione di acido folico prima e durante la gravidanza abbasserebbe l’incidenza di queste malformazioni del 50-70%.

Suggerimenti pratici direttamente dall’OMS (ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità) per tutte le donne che programmano una gravidanza o che sono comunque in età fertile:

  • Assumere un integratore giornaliero di 400 mg di acido folico; dosi maggiori sono necessarie per coloro che presentano anamnesi o fattori di rischio per difetti del tubo neurale o diabete mellito
  • Aumentare il consumo di frutta, verdura, legumi, prodotti integrali e frutta a guscio. 
  • Limitare l’assunzione di zuccheri semplici. 
  • Limitare il consumo di sale (sodio) di ogni genere.
  • Prediligere il consumo di grassi insaturi rispetto ai saturi, eliminando gli acidi grassi trans. 

  • Nelle donne a rischio di anemia, è consigliata l’assunzione di 60-120 mg di ferro (OMS, 2011)
  • Incentivare una dieta sana ed equilibrata, basata su alimenti che costituiscono la piramide alimentare dell’HSE (Health Service Executive). Il ferro, il calcio, la vitamina D e gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga Omega-3 sono particolarmente importanti. 

  • Valutare accuratamente il proprio indice di massa corporea durante la visita prenatale. 

  • Idealmente, le donne sottopeso, sovrappeso o obese dovrebbero sottoporsi a una consulenza alimentare pre-gravidanza per ottimizzare il proprio peso prima del concepimento e quindi ridurre i rischi associati durante la gravidanza. 


Quindi donne, mamme o future mamme, vogliamoci bene, per noi stesse e per i nostri bimbi.

Un grande abbraccio a tutte voi!

Autore Dott.ssa Carlotta Mastella

Dott.ssa Carlotta Mastella

Laureata in Medicina con 110 e Lode presso l’università Meyer di Firenze e futura Pediatra, dedica il suo tempo ad approfondire tutto ciò che riguarda la salute dei più piccini, in particolar modo la nutrizione in età infantile.

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